Cosa accade se il lavoratore non si presenta più?

Anche se in un momento come questo – con la disoccupazione (soprattutto quella giovanile) alle stelle – sembra impossibile, può capitare che per una serie di motivi il lavoratore decida di non presentarsi più sul posto di lavoro senza dare alcuna comunicazione al datore.

Qual’è il comportamento che deve tenere in tal caso il datore di lavoro per operare in maniera corretta ed evitare future sgradevoli contestazioni?

La condotta del lavoratore, a meno che non sia dettata da cause di forza maggiore, costituisce una forma di dimissioni per facta concludentia. Pertanto, sarebbe legittimo da parte del datore di lavoro trarre le debite conclusioni, applicando peraltro la trattenuta del compenso relativo al preavviso che il lavoratore avrebbe dovuto dare in base al CCNL di riferimento.

Tuttavia, come specificato dalla Sentenza della Cassazione n. 16507 del 2013, non è consentito alle parti dare valore a comportamenti concludenti e, pertanto, il rapporto di lavoro può estinguersi solo per cause previste dalla legge.

Pertanto, all’imprenditore o al libero professionista che da un giorno all’altro non vede più il dipendente sul posto di lavoro, non rimane che avviare il relativo procedimento disciplinare ai sensi dell’art. 7 dello Statuto dei Lavoratori, da concludere evidentemente con il licenziamento per assenza ingiustificata.

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