Molti cittadini si trovano confusi quando devono segnalare un reato alle autorità. Spesso i termini “denuncia” e “querela” vengono usati come sinonimi, ma nel diritto penale italiano indicano due atti molto diversi, con conseguenze giuridiche e tempistiche differenti.
1. Qual è la differenza fondamentale?
La distinzione principale risiede nella natura del reato e nella volontà della vittima.
La Denuncia
- Cos’è: È l’atto con cui chiunque (non solo la vittima) segnala alle autorità (Polizia, Carabinieri, Procura) la notizia di un reato procedibile d’ufficio.
- Quando serve: Per reati gravi come omicidio, rapina, furto aggravato, truffa, violenza sessuale. Per questi reati, lo Stato deve perseguire il colpevole indipendentemente dalla volontà della vittima.
- Termini: Non c’è un termine perentorio per la presentazione (salvo casi specifici di denuncia obbligatoria per determinate categorie professionali). Tuttavia, è sempre meglio agire tempestivamente per permettere le indagini.
- Ritiro: Una volta presentata, la denuncia per reati d’ufficio non può essere “ritirata” per bloccare il processo. Anche se la vittima si scusa con l’autore, il procedimento penale prosegue.
La Querela
- Cos’è: È la dichiarazione della persona offesa (o del suo legale rappresentante) con cui richiede esplicitamente allo Stato di punire il colpevole.
- Quando serve: Per i reati procedibili a querela di parte. Esempi comuni: diffamazione (art. 595 c.p.), minacce (art. 612 c.p.), molestie, lesioni personali lievi (art. 582 c.p., se non aggravate), violazione di domicilio.
- Termini: È fondamentale! La querela deve essere presentata entro un termine perentorio (di solito 3 mesi dalla conoscenza del fatto, talvolta 6 mesi). Se scade questo termine, si verifica la decadenza: il diritto di punire si estingue e non si potrà più procedere.
- Ritiro (Remissione): La querela può essere ritirata (remessa) dalla vittima, spesso portando all’estinzione del reato, purché ciò avvenga prima della sentenza di primo grado e, in molti casi, con l’accettazione dell’imputato.
Nota dell’Avvocato: Spesso un singolo fatto può configurare sia reati procedibili d’ufficio che a querela. In questi casi, è consigliabile presentare un atto misto che copra entrambe le ipotesi, per evitare errori procedurali.
2. Come presentare la querela: procedura pratica
Per chi deve tutelarsi da un’ingiuria, una minaccia o una diffamazione, ecco i passi concreti:
- Raccogliere le prove: Screenshot di messaggi (WhatsApp, social), registrazioni (se lecite), testimoni, referti medici (per lesioni).
- Identificare l’autore: Se si conosce l’identità del responsabile, indicarlo chiaramente. Se non si conosce, si può presentare querela “contro ignoti”.
- Redigere l’atto: Deve contenere i dati del querelante, la descrizione cronologica e dettagliata dei fatti, e la richiesta esplicita di procedere penalmente.
- Presentazione: Può essere fatta:
- Presso qualsiasi Ufficio di Polizia Giudiziaria (Polizia, Carabinieri).
- Direttamente alla Procura della Repubblica presso il Tribunale competente.
- Tramite raccomandata A/R alla Procura (meno consigliato per la mancanza di immediata verifica).
- Consiglio dello Studio: Affidarsi a un avvocato per la redazione e la presentazione garantisce che l’atto sia tecnicamente ineccepibile e che i termini siano rispettati.
3. Modello di querela
Di seguito proponiamo un modello base, ispirato ai formulari di Studio Cataldi e alla prassi comune.
Attenzione: Questo è un esempio generico. Ogni caso richiede una personalizzazione accurata.
ATTO DI QUERELA
Al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di [Città del Tribunale competente] (oppure: Al Comandante dei Carabinieri di [Località])
OGGETTO: Querela per i reati di [Indicare i reati, es. Diffamazione art. 595 c.p., Minacce art. 612 c.p.] commessi a danno di [Nome Querelante] da parte di [Nome Querelato, se noto, o “ignoti”].
Il sottoscritto/a [Nome e Cognome del Querelante], nato/a a [Luogo] il [Data], residente in [Indirizzo completo], Codice Fiscale [CF],
PREMESSO CHE
- In data [Data del fatto], alle ore [Orario], presso [Luogo preciso, es. Via Roma n. 10, Pisa o su social network Facebook], ho subito le seguenti condotte: [DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEI FATTI] Qui descrivere cronologicamente e oggettivamente cosa è successo. Esempio: “Il Sig. Mario Rossi, in presenza di diverse persone, ha dichiarato ad alta voce che io avrei rubato denaro dallo studio, definendomi ‘un ladro’ e ‘un disonesto’, ledendo gravemente il mio onore e la mia reputazione professionale.”
- Tali condotte integrano gli estremi del reato di [Specificare il reato, es. Diffamazione aggravata], previsto e punito dall’art. [Numero articolo] del Codice Penale.
- Ho subito un grave danno alla mia reputazione [specificare eventuali danni economici o morali, es. perdita di clienti, stress psicologico].
CHIEDE
Che l’Ill.mo Procuratore della Repubblica voglia voler disporre le indagini preliminari nei confronti di [Nome Querelato o “ignoti”] per i reati sopra descritti e, in ordine, procedere penalmente a carico degli stessi.
DICHIARA
Di essere informato, ai sensi dell’art. 408 c.p.p., che in caso di richiesta di archiviazione sarà avvisato/a e avrà diritto di presentare opposizione.
SI RISERVA
Di costituirsi Parte Civile nel successivo eventuale procedimento penale per il risarcimento di tutti i danni patiti e da patire.
Luogo e Data: [Città, Data]
Firma del Querelante: _________________________
(Se assistito da avvocato) Avv. [Nome Avvocato] Iscritto all’Albo di [Ordine] n. [Numero]
4. Cosa succede dopo la presentazione?
Una volta depositata la querela:
- La Polizia Giudiziaria o la Procura apriranno un fascicolo.
- Se i fatti sono chiari e sufficienti, il Pubblico Ministero potrà chiedere il rinvio a giudizio.
- Se le indagini non portano a risultati o il fatto è irrilevante, il PM chiederà l’archiviazione. In questo caso, è fondamentale che voi veniate avvisati (diritto ex art. 408 c.p.p.) per poter fare opposizione e chiedere al Giudice di proseguire le indagini.
Conclusione
Affrontare un procedimento penale può essere stressante. La tempestività è essenziale, specialmente per i reati a querela di parte dove il termine di 3 mesi è perentorio.
Lo Studio Legale Novi, con sede a Perignano (Pisa) e operante in tutta la Toscana, è a vostra disposizione per:
- Valutare la configurabilità del reato.
- Redigere l’atto di querela in modo tecnicamente corretto.
- Assistervi durante le indagini e in tribunale.
Contattateci per una prima consulenza gratuita. 📞 Tel: 0587 616274 📧 Email: info@studiolegalenovi.com 🌐
Videoconsulenza sicura disponibile su Proton Meet mediante appuntamento.







Rispondi