Autore: massimonovi

Nato a Pisa il 22 maggio 1978. Avvocato, Presidente dell'associazione Il Giardino degli Elefanti di Perignano (Pisa). Raccoglitore di storie.

La Cassazione interviene su collocamento prevalente del figlio e mantenimento

Infine, ribadito il principio della bigenitorialità, la Corte ha ritenuto che, nell’ambito dell’affidamento condiviso di un minore, il suo preminente interesse a una crescita serena e armoniosa vada salvaguardato prevedendo la collocazione stabile presso il genitore con il quale ha prima vissuto prevalentemente e garantendo al genitore non collocatario ampi periodi di tempo per tenere il figlio presso di sé.

Sorgente: Assegno mantenimento: non basta il reddito del papà per giustificare l’aumento

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Commette reato la madre che ostacola il rapporto padre-figlio

La Corte di cassazione ha confermato l’ennesima condanna in capo a una donna che aveva ripetutamente tenuto un atteggiamento oppositivo rispetto al mantenimento dei rapporti padre/figlio, così come stabilito dal giudice civile.

Sorgente: Reato per la madre che non fa vedere il figlio al padre

La Cassazione salva i centri sociali

La circostanza che un centro sociale sorge su un edificio occupato non è di per sé tale da giustificarne il sequestro: se il proprietario dello stabile è acquiescente all’occupazione, pur tacitamente, e ingenera così il convincimento della legittimità dell’occupazione, lo sgombero non è legittimo.

https://www.studiocataldi.it/articoli/31541-la-cassazione-salva-i-centri-sociali.asp

Criteri compositi per il mantenimento dopo il divorzio

Secondo le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza 11/07/2018 n° 18287), il contributo fornito alla conduzione della vita familiare costituisce il frutto di decisioni comuni di entrambi i coniugi, libere e responsabili, che possono incidere anche profondamente sul profilo economico patrimoniale di ciascuno di essi dopo la fine dell’unione matrimoniale.

http://www.altalex.com/documents/news/2018/07/11/assegno-di-divorzio-sezioni-unite

Il mantenimento dei figli maggiorenni

Il dovere al mantenimento dei figli maggiorenni è sancito, in primis, dall’art. 30 della Costituzione e dagli art. 147 e ss. c.c. che impongono ad ambedue i genitori l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle inclinazioni e delle aspirazioni dei figli, in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo, non prevedendo alcuna cessazione ipso facto per via del raggiungimento della maggiore età.

Sorgente: Il mantenimento dei figli maggiorenni | Associazione Padri Separati

Il presidente della Repubblica ed il potere di nomina dei ministri

Ricondotta la figura del Presidente della Repubblica non ad un mero “orpello”, bensì a quella di forza permanente dello Stato, con compiti di coordinamento che soprassiedono anche alle varie maggioranze di Governo, non può revocarsi in dubbio che lo stesso abbia certamente il potere di rifiuto in merito alla nomina dei Ministri, non trattandosi di un atto di mera ratifica rispetto alla proposta avanzata dal Presidente del Consiglio.

https://www.studiocataldi.it/articoli/30622-il-presidente-della-repubblica-ed-il-potere-di-nomina-dei-ministri.asp

Insegnanti aggrediti dagli alunni: quali rimedi

È importante, altresì, che gli insegnanti aggrediti che abbiano riportato contusioni si facciano immediatamente refertare presso il pronto soccorso facendosi rilasciare un certificato da allegare alla denuncia. Sul punto si annota anche che il Dirigente scolastico che avesse eventualmente sottovalutato l’episodio comunicatogli dal docente aggredito, proprio in virtù dell’obbligo che su di lui incombe quale responsabile per la sicurezza dei lavoratori e qualora si profilassero appunto dei rilievi penali, dovrebbe attivarsi avvisando la magistratura, in caso contrario il suo comportamento integrerebbe una grave omissione.

https://www.studiocataldi.it/articoli/30582-insegnanti-aggrediti-dagli-alunni-quali-rimedi.asp

Registrare le conversazioni viola il diritto alla riservatezza

Con riferimento alla condotta tenuta dal lavoratore e, in particolare, alla registrazioni effettuate “di nascosto”, “questa Corte ha già affermato che la registrazione di conversazioni tra presenti all’insaputa dei conversanti configura una grave violazione del diritto alla riservatezza, con conseguente legittimità del licenziamento intimato (Cass. n. 26143 del 2013, Cass. n. 16629 del 2016)”.

Sorgente: Registrare le conversazioni viola il diritto alla riservatezza