responsabilità medica

Indennizzo per danni da vaccini per rosolia, morbillo e parotite

Nelle ultime settimane, per effetto del non ancora pubblicato decreto legge sulle vaccinazioni obbligatorie, si è aperto un forte dibattito da parte dell’opinione pubblica sul tema delle vaccinazioni obbligatorie. Non ho le competenze e non è questa la sede per discutere sull’utilità o meno dei vaccini, su quali siano effettivamente necessari e quale sia la modalità corretta per somministrarli.

Tuttavia occorre sottolineare che la Corte Costituzionale è intervenuta numerose volte in merito alla L. 210/1992 che prevede indennità per i danni causati dai vaccini. Con la sentenza del 26 aprile 2012, n. 107, ha ribadito che debba essere riconosciuto

il diritto ad un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro i quali abbiano subìto le conseguenze previste dallo stesso articolo 1, comma 1, a seguito di vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia. Infatti, in un contesto sociale di irrinunciabile solidarietà, tutti coloro che si sono uniformati ai comportamenti diretti alla protezione della salute pubblica, imposti o anche solo sollecitati dalla collettività, tramite gli organi competenti, devono essere garantiti dalla previsione di una misura indennitaria, destinata a compensare il sacrificio individuale ritenuto corrispondente a un vantaggio collettivo, nel caso in cui subiscano conseguenze pregiudizievoli per la loro salute.

Occorre inoltre precisare che l’indennizzo previsto dalla Legge n. 210/92 riguarda le prestazioni poste a carico dello Stato per motivi di solidarietà sociale e per testimoniare l’interesse della comunità alla tutela della salute, a prescindere dall’eventuale risarcimento del danno sofferto in conseguenza del contagio.

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Responsabilità medica e nesso causale

Secondo la dottrina e la giurisprudenza consolidate in materia (Cass. Civ., Sez. Un., 576/2008), ai fini dell’accertamento della sussistenza e della misura dell’obbligo risarcitorio occorre accertare un duplice nesso causale, quello tra la condotta illecita e la lesione dell’interesse (c.d. causalità materiale) e quello tra quest’ultima ed i danni che ne sono derivati (c.d. causalità giuridica).

Sorgente: Responsabilità medica: accertare il nesso causale non è impresa da poco – Responsabile Civile

Responsabilità medica e linee guida

In tema di responsabilità medica come modificata dalla c.d. legge Balduzzi, le linee guida non hanno valore di norma cautelare. E pertanto, esse non sono idonee a rappresentare, se violate, ipotesi di colpa specifica. Queste al contrario, afferma la Corte – devono confrontarsi con la necessità di determinatezza che permea il diritto penale.

Commento alla pronuncia della Corte di Cassazione, sez. IV Penale: sentenza 29 ottobre 2015 – 3 febbraio 2016, n. 4468

Sorgente: Responsabilità medica: le linee guida non sono misure cautelari – Responsabile Civile

Risarcimento danni per mancata informativa del medico

La sentenza della Terza Sezione della Cassazione Civile, numero 24220 del 2015 (pubblicata il 27 novembre 2015), si occupa di una richiesta di risarcimento dei danni derivati dalla mancata informazione circa le indagini prenatali e la mancata diagnosi delle gravi patologie da cui era affetto il feto partorito al termine della gravidanza, non riconosciuto dai coniugi ricorrenti.
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