procedure esecutive

Dopo il quinto tentativo di vendita occorre sospendere la procedura

Lo sostiente il Tribunale di Roma Ostia che afferma

A seguito di svolgimento di cinque aste senza aggiudicazione, va giudicato assolutamente ingiusto e inaccettabile un ulteriore abbattimento del prezzo di vendita che finirebbe con il consentire una svendita a prezzo vile della proprietà della parte debitrice, con il rischio di danneggiare il ceto creditorio; ciò, in conformità all’art. 586 c.p.c., a mente del quale “avvenuto il versamento del prezzo il giudice dell’esecuzione può sospendere la vendita quando ritiene che il prezzo offerto sia notevolmente inferiore a quello giusto”. A determinare una tale (non infrequente) situazione è la particolarissima situazione economica in cui è venuta a trovarsi l’Italia e la crisi profonda in cui versa il mercato immobiliare, che ha ad oggetto un bene notoriamente preso di mira da sempre più pesanti imposte ed oneri, diretti ed indiretti. In considerazione degli anni trascorsi dall’inizio della gravissima crisi economica che affligge il Paese può reputarsi ottimisticamente congruo un differimento di dodici mesi per tentare una nuova asta a un prezzo diverso e migliore.

FONTI
Sito Il caso.it, 2013

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Limiti all’espropriazione immobiliare da parte di Equitalia

Il Tribunale di Vercelli ha negato il diritto ad Equitalia e dichiarato l’estinzione della procedura esecutiva immobiliare, sulla base di una motivazione succinta ma quanto mai chiara, mirata e corretta, il cui fulcro è costituito dalla negazione di autonomi poteri di impulso; e nell’uso di tale aggettivo il Giudice ha dimostrato di aver colto la fondamentale differenza fra il ruolo di intervenuto ed il ruolo di procedente.

Sorgente: “EQUITALIA: LIMITI ALL’ESPROPRIAZIONE IMMOBILIARE ED INTERVENTO” – Trib. Vercelli ord. 6/2/16 – Paolo BASSO – Persona e Danno