diritto del lavoro

Piccoli furti in azienda, si può licenziare

Non importa il valore dei beni sottratti all’azienda dal dipendente infedele: anche se di lieve entità, il furto costituisce una giusta causa di licenziamento, ossia un valido motivo per interrompere in tronco il rapporto di lavoro e mandare a casa il dipendente senza il preavviso. Ciò che conta, infatti, è la lesione del rapporto di fiducia che lega quest’ultimo al datore e fa venire meno l’aspettativa di una corretta e integerrima esecuzione dell’attività lavorativa.

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Il patto di non concorrenza

Secondo l’articolo 2125 c.c. il patto con il quale si limita lo svolgimento dell’attività del prestatore di lavoro, per il tempo successivo alla cessazione del contratto, è nullo se non risulta da atto scritto , se non è pattuito un corrispettivo a favore del prestatore di lavoro e se il vincolo non è contenuto entro determinati limiti di oggetto, di tempo e di luogo.

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«Ripristinare il vecchio art.18 ai neoassunti»

La Cgil lancia la Carta dei diritti universali del Lavoro, chiamando dal 18 gennaio i lavoratori a discutere del progetto di un nuovo Statuto con le tutele che riguardano tutto il mondo del lavoro, compreso quello parasubordinato e autonomo, da recepire in una proposta di legge di iniziativa popolare. Si punta non solo a ripristinare il vecchio articolo 18 dello Statuto dei lavoratori cancellato dal Jobs act per i nuovi assunti, ma anche a estendere il diritto al reintegro ai lavoratori delle aziende con meno di 15 dipendenti in caso di licenziamento disciplinare ingiusto. Tra i 90 articoli del testo si propone anche la validità erga omnes del contratto nazionale.

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