Corte Costituzionale

È possibile chiedere l’equa riparazione per irragionevole durata del processo anche con il procedimento pendente

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 88 del 26 aprile 2018 si è pronunciata in merito alla illegittimità costituzionale dell’art. 4 della legge 24 marzo 2001, n. 89 (Legge Pinto) in materia di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell’articolo 375 del codice di procedura civile.

Sorgente: La Corte Costituzionale interviene sulla legge Pinto

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Illegittima l’esclusione dei docenti di ruolo dai concorsi

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la disposizione dell’articolo 1, comma 110, della legge di riforma della scuola 13 luglio 2015, n. 107 (c.d. “buona scuola”) e – in via consequenziale – dell’articolo 17, terzo comma, del successivo d.lgs. 13 aprile 2017, n. 59, là dove escludono dalla partecipazione ai concorsi pubblici per il reclutamento del personale docente gli insegnanti già assunti con contratto a tempo indeterminato nelle scuole statali.

Indennizzo per danni da vaccini per rosolia, morbillo e parotite

Nelle ultime settimane, per effetto del non ancora pubblicato decreto legge sulle vaccinazioni obbligatorie, si è aperto un forte dibattito da parte dell’opinione pubblica sul tema delle vaccinazioni obbligatorie. Non ho le competenze e non è questa la sede per discutere sull’utilità o meno dei vaccini, su quali siano effettivamente necessari e quale sia la modalità corretta per somministrarli.

Tuttavia occorre sottolineare che la Corte Costituzionale è intervenuta numerose volte in merito alla L. 210/1992 che prevede indennità per i danni causati dai vaccini. Con la sentenza del 26 aprile 2012, n. 107, ha ribadito che debba essere riconosciuto

il diritto ad un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro i quali abbiano subìto le conseguenze previste dallo stesso articolo 1, comma 1, a seguito di vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia. Infatti, in un contesto sociale di irrinunciabile solidarietà, tutti coloro che si sono uniformati ai comportamenti diretti alla protezione della salute pubblica, imposti o anche solo sollecitati dalla collettività, tramite gli organi competenti, devono essere garantiti dalla previsione di una misura indennitaria, destinata a compensare il sacrificio individuale ritenuto corrispondente a un vantaggio collettivo, nel caso in cui subiscano conseguenze pregiudizievoli per la loro salute.

Occorre inoltre precisare che l’indennizzo previsto dalla Legge n. 210/92 riguarda le prestazioni poste a carico dello Stato per motivi di solidarietà sociale e per testimoniare l’interesse della comunità alla tutela della salute, a prescindere dall’eventuale risarcimento del danno sofferto in conseguenza del contagio.